|
Nato a Verona il 21 Settembre 1969.
A 7 anni ricevo come regalo dai miei genitori una tastiera elettronica
giocattolo (la "mitica" pianola Bontempi) con la quale trascorrevo
gran parte del mio tempo libero cercando di suonare "ad orecchio" i
brani che le radio trasmettevano a quei tempi.
La passione per la musica mi catturava ogni giorno sempre più.
L'anno successivo il mio sogno si è concretizzato con l'arrivo in casa
di un pianoforte acustico, un Furstein Farfisa verticale (che possiedo
tutt'ora), cominciando a muovere i primi passi sui tasti bianchi e
neri che si riveleranno poi la passione della mia vita.
Ho frequentato successivamente varie lezioni di pianoforte e solfeggio
da insegnanti privati.
Nel 1981 mi iscrivo alla Scuola Diocesana di Musica Sacra S.Cecilia di
Verona, che frequenterò per dieci anni, effettuando studi su Teoria e
Storia della musica, Armonia e Solfeggio, Canto Corale e Gregoriano,
Direzione Coro, Pianoforte e Organo liturgico.
All'età di soli 13 anni, sono stato chiamato dal parroco di Avesa (VR)
come organista accompagnando le messe domenicali con un vecchio
harmonium della Chiesa.
Nel 1987 sono entrato a far parte come tastierista del "Coro di Avesa",
gruppo di giovani che allora animava le messe ed altre funzioni
religiose in un modo più "moderno" con chitarre e percussioni
eseguendo prevalentemente brani del Gen Rosso e Verde.
Il "Coro di Avesa" ha all'attivo la registrazione di un LP in
occasione del suo 10° Anniversario (1980-1990), la realizzazione di
tre musical originali con varie repliche in alcune parrocchie di
Verona e provincia e la presenza come gruppo musicale in varie
edizioni dei "Meeting dei Giovani" presso il Palazzetto dello Sport di
Verona.
Ho collaborato per per alcuni anni con vari musicisti e gruppi di
teatro come musicista accompagnatore di spettacoli di cabaret.
Purtroppo, nonostante le mie capacità, non sono riuscito a diplomarmi
alla Scuola S.Cecilia perchè negli ultimi anni preferivo vivere la
musica nelle cantine ammuffite, nei pub's e nelle birrerie suonando
rock con vari gruppi di amici.
La diffusione degli strumenti elettronici ha spostato il mio interesse
verso la musica creata con i sintetizzatori e alla computer-music,
utilizzando inizialmente con il "mitico" Atari 1024 ST poi con il
personal computer e successivamente con il Macintosh, un Apple iMac
utilizzando sempre più completi e sofisticati programmi per la
creazione di basi musicali, stampa delle partiture e gestione
dell'audio.
Grazie alla notevole diffusione di queste nuove strumentazioni e allo
sviluppo del protocollo MIDI (acronimo di Musical Instrument Digital
Interface), ho avuto la possibilità di arrangiare, comporre ed
adattare in proprio vari brani musicali.
Ho realizzato, inoltre, musiche da inserire in video matrimoniali per
uno studio fotografico di Verona come presentazione in manifestazioni
fieristiche del settore ("Fiera degli Sposi" e "Vivi la Casa in
Fiera").
Con l'acquisto del mio primo sintetizzatore, un Roland D-50 (il primo
di una lunga serie...), inizio la mia esperienza musicale in un gruppo
con i "Pericolo
Costante" (cover
di Zucchero, Sting, Ruggeri, Clapton, Genesis, Beatles...) per poi
proseguire con tante altre numerose band locali fino ad oggi.
Ho suonato per un breve periodo con gli "Skipper"
(Anni '60 italiani e stranieri), i "Vertigo"
(Rock-progressive originale), gli "Odeon"
(Anni '60 e liscio).
Molti anni li ho trascorsi con i "Bluff",
cover band inizialmente dei Queen per poi passare alla musica
italiana, poi cover band dei Toto ed infine con repertorio Disco Anni
'70-'80).
Nei primi mesi dell'anno 1999 sono entrato a far parte, come
organista, della Schola Cantorum di Avesa dove sono rimasto fino a
Gennaio 2006.
In questi ultimi anni, inoltre, ho svolto attività di insegnamento di
pianoforte e solfeggio ad alcuni bambini e ragazzi.
Negli ultimi mesi del 2000 entro a far parte dei "Trailalò"
(musica cantautoriale e di area celtica) dove suono tutt'ora.
Dal mese di dicembre del 2004 a giugno del 2007 sono pianista nel coro
giovanile "Evenjoy"
(repertorio di brani swing, jazz, gospel e spiritual).
Recentemente, estate 2006, ho formato il duo "Indù"
(pop, rock, jazz, cantautoriale) ed inifine, dal novembre 2006, suono
con i "LocalHero"
(cover band dei Dire Straits).
Considerando i miei studi prevalentemente classici, trovo
soddisfazione personale nell'accompagnare cerimonie quali Matrimoni,
Anniversari, Cresime e Comunioni e feste religiose in genere.
Con l'amico Michele Cerpelloni, in collaborazione con l’Associazione
NOI San Martino (Avesa), l’Associazione
Mus!Co e
Zecchini S.r.l.,
organizzo nel 2005 e 2006 il progetto
MUSICAVESA,
un concorso musicale per band emergenti.
Ho
mantenuto comunque la passione per la musica classica che la considero
tutt'ora alla base di tutto. La cosa più importante è l'esperienza.
Vivere tante realtà diverse ti fa crescere professionalmente e dà la
possibilità di imparare i segreti di ogni genere e ambiente musicale e
tutti gli ambienti sono interessanti e possono insegnarti qualcosa,
l'importante è avere sempre un grande rispetto.
Credo che la mia più grande formazione musicale sia stata quella di
ascoltare sempre tantissima musica di tutti i generi cercando di
emulare nei suoni e negli stili tutto quanto mi piaceva.
Penso di aver sviluppato fin da bambino un buon orecchio, avendo
l'abitudine di suonare non solo seguendo le partiture ma anche
improvvisando e cercando di riprodurre ed esternare ciò che sento
quando suono.
Esiste comunque anche una forma di composizione che si basa in gran
parte sull'improvvisazione, il jazz, che amo molto e che talvolta
quando ne eseguo qualche brano porta a dei risultati straordinari. Il
risultato finale vive solo nelle registrazioni, ed è difficile e forse
inutile tradurlo in partitura.
Essendo il mio bagaglio di ascolto piuttosto complesso è vero che in
quello che faccio, anche a seconda dell'uso della musica creata, amo
mescolare molte influenze.
E' corretto definirsi un pianista o musicista, quando non si ha
seguito un cammino didattico tradizionale e non si posseggono i
"titoli", in teoria, per farlo?
A questo proposito, credo che siano più rilevanti i fatti piuttosto
che le parole o documenti che attestino gli studi compiuti.
Secondo me il comporre qualcosa di bello è soprattutto determinato dal
talento personale. La musica degli ultimi 50-60 anni abbonda di
composizioni straordinarie, che siano canzoni o brani strumentali di
ogni genere, spesso scritte da artisti estranei ad una formazione
musicale di tipo accademico; basti pensare ai tanti nomi in ambito
Jazz, o a grandi artisti che hanno dedicato la loro vita alla
composizione di canzoni in ambito pop e rock. Solo per citarne alcuni:
nel Jazz, Bill Evans, Keith Jarrett; nel pop e rock i Beatles, Frank
Zappa, Prince, e molti altri.
Ci sono poi compositori di provenienza accademica che hanno successo
con composizioni armonicamente e melodicamente convenzionali, che
hanno sì il riscontro del pubblico, perché hanno la fortuna di
accompagnare film di successo, ma denotano a mio avviso una scarsa
ispirazione. Non voglio polemizzare e fare nomi...
La cosa più importante è quando una persona si emoziona all'ascolto di
un brano o di una tua esecuzione mai sentita prima o riarrangiata in
un modo particolare, questo significa che si sta percorrendo la giusta
strada...
Voglio concludere citando un verso di un brano del grande Faber:
"E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca, per
tutta la vita e ti piace lasciarti ascoltare."
(da "IL SUONATORE JONES" - F. De Andrè)

|