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Dopo
qualche anno di inattività dalle scene, ma comunque sempre in "tensione"
musicale (nel tempo libero, con chitarre e computer), Ennio viene contattato
dal "vecchio" amico Dario (ex Kings formazione goliardica d'origine), per
divertirsi a fare qualche strimpellata sui ricordi dei brani degli Shadows.
L'acquolina viene in bocca e passare da quelle melodie all'ascolto di
qualcosa di più attuale è inevitabile. Ennio deve al coraggio (o
incoscienza...) di Dario se inizia a cimentarsi in brani dei Dire Straits,
da Sultans of Swing a Down to the waterline, etc.
Due
chitarre cominciavano ad essere poche, e fu così che si innestò Alberto (ex
Superbi) alla batteria, e Fulvio (fratello minore di Ennio) alle tastiere.
Peregrinando tra un locale "karaoke" e l'altro, Ennio e Dario si imbatterono
in un ragazzo che, pur canticchiando melodie poco rock, faceva ben sperare.
Era Simone,
a cui
chiesero immediatamente di unirsi al gruppo, in quanto convinti che sarebbe
stato un ottimo interprete di quella sensibilità vocale, caratteristica di
Mark Knopfler.
Come
pensare di creare atmosfere musicali sublimi, senza la presenza di un basso
? Dopo mille ricerche, si è presentato uno "sbarbino", Paolo, con
credenziali che quasi mettevano soggezione : studio dello strumento con
professoroni dell'epoca, partecipazione in buoni gruppi musicali, e
conoscenza delle nuove tendenze, con ammirazione per Natham East e Iaco
Pastorius .
Ore ed
ore nella taverna di Dario, e poi in altri luoghi, prima di riuscire ad
entrare nell'intimità musicale di Mark Knopfler ed amici. Nessuno ancora
pensava che i cinque avrebbero poi osato "profanare " i Dire Straits,
presentandosi in pubblico, prima tra pochi amici intimi (che applaudevano
comunque...!), successivamente in locali e teatri di Verona e dintorni, tra
cui il mitico "Posto", ove registrarono dal vivo un CD (vedi discografia).
La
specializzazione era oramai su covers dei Dire Straits, ma non mancava nel
repertorio qualcosa di Eric Clapton o di Gary Moore, in quanto la ricerca di
sound speciale, ove la voce e la chitarra fossero protagoniste, era divenuta
essenziale !
Nei 5-6
anni successivi, le soddisfazioni furono molte, e compresero la presenza ad
una "partita del cuore" allo stadio di Verona (35.000 persone...!), come
ospiti a Verona Beat (teatro Romano), al concerto per il Ruanda (in piazza
Bra a Verona).
Fu un
vero peccato che il gruppo, a cui si era aggiunto nel frattempo Luca (figlio
di Alberto) in qualità di percussionista, si dovette sciogliere nel 1997,
più che altro per impegni di lavoro di alcuni.
Il
futuro potrebbe, però, riservare delle sorprese ...!
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